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mercoledì, 11 ottobre 2006

 Vincenzo Salemme spopola negli USA

ottima accoglienza a New York per "Baciami piccina"

Fonte ANSA

- NEW YORK, 11 OTT - Gran successo a New York, nell'ambito del Columbus Cinema Gala, per "Baciami Piccina" di Roberto Cimpanelli (e qui mi tocca correggere l'ANSA, poi dicono che i blog non sono autorevoli), con Vincenzo Salemme e Neri Marcorè. Il film verra' riproposto il 24 ottobre a Washington in occasione del festival "Washington, Italia".

Stupito dal calore dell'accoglienza lo stesso Salemme, commosso "dall'entusiasmo delle persone comuni" (a proposito io sono comune ?) e secondo cui "il cinema italiano ha bisogno di essere mostrato il piu' possibile in giro, perche' vi giuro non avrei mai creduto ad una tale accoglienza".

§§§

 Il tuffo - di Massimo Martella

Un film di Massimo Martella. Con Carlotta Natoli, Vincenzo Salemme, Gianni Cajafa. Genere Drammatico, colore, 90 minuti. Produzione Italia 1993.

Vincenzo Salemme e Carlotta NatoliCarlotta NatoliCarlotta Natoli

Breve Sinossi del film

Matteo, Vincenzo Salemme, laureato in Fisica, prepara un concorso e accudisce i genitori anziani. Non ha desideri, non ha amici, non ha una ragazza. Di fronte a sé ha soltanto l'estate. Matteo è inquieto: saranno il concorso, la malattia del padre ... Oppure quella sabbia rossa e finissima che viene dall'Africa e attraversa la cittadina, in un vento caldo e inoffensivo. Matteo dà lezioni di Fisica. I suoi allievi si chiamano Giulio ed Elsa. Hanno diciassette anni. Giulio è introverso, sensibile, parla poco. Elsa ha due occhi di fuoco, non ha paura di niente e di nessuno. E ha un fidanzato, Gianluca, con il quale non andrà in vacanza. Matteo e Giulio - Gianni Caifa, non andranno in vacanza. La loro estate la trascorreranno in città. Con Elsa - Carlotta Natoli. Dapprima indifferenti, poi sempre più vicini. Per ciascuno di loro, sarà un'estate diversa. Intorno a loro non succede nulla, ma tutto, dentro di loro, cambia. E insieme correranno verso una "notte di ferragosto" a bordo di una vecchia 1100 diretta verso il mare. Durante la lezione sulla "trasmissione del calore" qualcosa tra i due si trametterà anche sul piano sentimentale. Una festa sul bagnasciuga, con Matteo e Giulio a disagio tra i disinvolti amici di Elsa. E una partita di calcio che ha il sapore di una sfida. Tra la parte vecchia di sé e quella che sta nascendo. Giulio è innamorato di Elsa. Matteo non si riconosce più. Il suo mondo gli si è sgretolato davanti. Quel che Giulio ed Elsa gli hanno insegnato è di non aver vissuto i suoi diciott'anni.

La pellicola vinse un premio al Festival d'Annecy. Ed il premio Kodak come miglior film esordiente nel 1993.

§§§

Sono contento assai di questa notizia perché apprezzai molto Vincenzo Salemme in un film misconosciuto ai più, "Il tuffo" di Masssimo Martella. Una pellicola del 1993 che vidi a Napoli nel cinema Pierrot, l'unica sala nella zona est, forse la più povera e meno curata della città, alla quale mi legai molto nei primi anni '90.

Cinematografo Teatro Pierrot Via De Meis Angelo Camillo, 58 - 80147 Ponticelli - Napoli (NA) 081-5967802.

Antonella Di Nocera – Cinema “Pierrot†di Napoli 

La serata fu organizzata dai ragazzi gestori di quel Cinema di periferia, per evitare quel raro, prezioso ed unico baluardo di cultura e di passione per la settima arte, che era ed è ancora quella sala, si trasformasse in un supermarket. Vennero personaggi del calibro di Citto Maselli, Ettore Scola  e tutta la nouvelle vogue napoletana dell'epoca (Capuano, Corsicato, Martone ed altri che non rimembro ora). Grazie anche al loro sostegno economico, ed alle offerte, cui anche io partecipai, l'operazione riuscì alla grande.

Che bel ricordo, e com'ero idealista allora.

La pellicola la trovai molto interessante innaznitutto dal punto di vista dello screenplay, una delicata storia di amore adolescenziale, come già descritto nella sinossi, tra due ragazzi rimandati in fisica, ai quali, un inedito Salemme, professore di fisica, insicuro e appassionato, impartiva lezioni private d'estate.

Vincenzo Salemme

Valida era che la ricostruzione storica dell'Italia degli anni '60 evocata in alcune sequenze, ed anche la regia, la fotografia, e la recitazione.

Carlotta Natoli

Molto convincente ma parve l'interpretazione di Carlotta Natoli, un'attrice sulla quale avrei scommesso di più, figlia del compianto Piero, che conobbi personalmente a Roma al corso di sceneggiatura che ho svolto al Politecnico Fandango. Eh si, guagliò, aggio studiato.

A proposito ma che fine avrà fatto sto Martella, misteri del cinema italiano.

Poi, invece, nei film da lui realizzati come regista, non avevo riconosciuto il Salemme, interprete anche morettiano, né il talentuoso attore teatrale, degli esordi anche come autore, che apprezzai al Sancarluccio di Napoli. Mi era sembrato più alla ricerca di un successo di box office, che non di una effettiva valenza delle storie, sempre un po' troppo leggere per i miei pallosi gusti cinefili.

Sono pertanto contento che in questa pellicola, oltre a ritrovare una collocazione meno easy, Vincenzo, che ricordo fece parte della compagnia di Eduardo De Filippo, venga apprezzato oltreoceano per le sue indiscutibili, istrioniche ed eccellenti capacità recitative ... e last but not least ... è napoletano.

Appendice - Breve ricordo di Piero Natoli

Piero Natoli

Nome: Piero Natoli
Data e luogo di nascita: 22 Novembre 1947, Roma
Data e luogo di morte: 8 Maggio 2001, Roma
Attore e regista, amato dal pubblico e dai colleghi per la sua simpatia e generosità, dopo essersi laureato in Giurisprudenza esordì con Armonica a bocca e Con... fusione, girati nel 1980, cui fecero seguito Chi c'è c'è (1987), Gli assassini vanno in coppia (1992) e Ladri di cinema (1994) pellicola sul tema della distribuzione del cinema italiano in Italia che fu proiettata al parlamento europeo. Molteplici le interpretazioni di Piero Natoli negli anni '80 e '90: ricordiamo Compagni di scuola (1988), Affetti speciali (1989), Ferie d'agosto di Virzì in cui era il marito di Sabrina Ferilli (1996), Stressati (1997) e L'ultimo capodanno una pellicola veramente intelligente con una inedita Monica Belucci (1998). Ultime apparizioni con Le sciamane (2000) e L'ultimo bacio (2001).

Ha scritto Bruno Torre a proposito di questo autore-attore prematuramente scomparso a a soli 55 anni «Piero Natoli lascia un grande rimpianto. Di sicuro rimpiangeremo la sua singolare figura di cineasta “irregolare”, così come rimpiangeremo le sue personali doti di simpatia, di generosità, di onestà, la sua aria scanzonata e (apparentemente) disincantata, dietro cui nascondeva una forte carica affettiva. Come regista, Natoli apparteneva a quella fascia di “autori minori”, ma tutt’altro che insignificanti, costretti alla marginalità dalle dure leggi del mercato». Avendo visto preticamente tutti i suoi film come non essere d'accordo con lui.

lo ha proiettato nel buio: Nonostantetutto aka Roberto Bernabo'
Permalink ¦ commenti (6)
Commenti
#1   12 Ottobre 2006 - 14:49
 
al pierrot non sono mai andata :-( pur avendoci provato non ho mai trovato qualcuno con cui andarci,
mi ricordo un periodo di grande fulgore,agli inizi degli anni '90, oggi sul giornale non lo trovo avranno messo il supermercato....
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#2   13 Ottobre 2006 - 18:12
 
@didolasplendida ... speriamo che ti sbagli ...

;-)

Rob.
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#3   07 Novembre 2006 - 14:33
 
Salve,
ho trovato per caso questo blog. Sono con Massimo Martella e Roberto De Framcesco l’autore della sceneggiatura de Il Tuffo. Volevo ringraziarti per aver segnalato il film. Spero presto di riuscire a rimetterlo in circolazione sulle pay-tv e in DVD. Il mio amico Massimo Martella dopo il suo secondo film La prima volta (1999) e dopo aver co-sceneggiato L’ultima lezione http://www.capital.it/trovacinema/scheda_personaggio.jsp?idContent=169228 è stato sceneggiatore e story-editor di alcune serie televisive come La squadra. Ora lavora alla Taodue Film di Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt (quelli di Distretto di Polizia). Da anni cerca di fare un nuovo film ma, i tempi sono cambiati (in peggio!) e ora nessuno produce film come Il Tuffo.
Buona vita.
Maurizio Fiume
info@mauriziofiume.com
utente anonimo

#4   07 Novembre 2006 - 19:43
 
@Maurizio Fiume gentilissimo amico questa sera questo tuo commento sarà eletto a post al fine di dare visibilità alle cose che mi comunichi.

Sono certo che sia un vero peccato che talenti come i vostri vengano relegati, dalle dure leggi di un mercato condotto da produttori poco coraggiosi e da dati sul box office riportati in maniera artificiosa (senza ad esempio mettere in relazione gli incassi con le sale ad esempio), alle finction della RAI, senza, percarità, offendere tutte le persone in gamba che ci lavorano, ma insomma ...

A mio modo di vedere, in un altro paese, dopo un film come "Il tuffo", si avrebbe diritto a girarne di altri.

Questo probabilmente giustifica che un attore e regista del talento di Vincenzo Salemme finisca a fare marchette con i Vanzina, che è un'altro aspetto degenerativo del nostro cinema italico.

Senza alcun dubbio meriterste di più.

Stasera, al massimo entro domani, prometto un post che renda giustizia a questa segnalazione, che, peraltro, mi fa molto piacere ricevere.

Spero che avrai la gentilezza di continuare a leggermi.

Con stima.

Rob.
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#5   07 Novembre 2006 - 21:33
 
robbè vidi nel '96 Isotta un film di Maurizio Fiume bellissimo,che aveva come protagonista una ragazza obesa, oggi sarebbe attualissimo visto che il problema si è aggravato, ma che peccato che questi talenti non hanno spazio.
Un mio amico poeta con cui andai a vedere il film mi dedicò una poesia
te la copio eh? è carina poi dopo letta la puoi anche togliere se ingombra .-)
Isotta non ha forme leggiadre
ma il suo corpo non ingombra i pensieri
che la fanno volare lontano
che la fanno sentire leggera
Isotta è una donna cannone
che spara i suoi sogni dal cuore
con forza, ma senza fragore.
Isotta è una voglia nascosta
di essere quel che si è.
Piccoli nei propri perchè,
nè fata, nè eroi di una storia
purchè nasca voluta da te.
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#6   08 Novembre 2006 - 01:34
 
@didolasplendida Marise' rientro adesso a casa. Che dire se non che dentro i commenti ci sono alle volte le cose più belle dei post?

Come dire: un livello emerso ed uno sommerso, che si deve andare a scorpire.

In questo post il vero valore è dato dal sommerso.

Un po' come nella metafora dell'iceberg, in cui la parte emersa, quella che si vede, è solo si e no il 10% del solido immerso d immesno.

§§§

Sogno di un cinema che abbia il coraggio di scavare. Che non abbia la codardia di rimanere sempre in superficie.

Quel rivestimento esteriore fatto sempre più di forma ... e sempre meno di sostanza.

Na' lacrima lucente a te ed all'amico talentuoso Maurizio Fiume.

Santa notte.

Rob.
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Commenti
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