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Gomorra Analisi di eventi esistenti e linguaggio audiovisivo

sabato, 25 marzo 2006

 In un altro paese di Marco Turco

Il cielo sopra Palermo

Io, purtroppo, vedo - di Roberto Bernabò

Titolo originale:  In un altro paese
Nazione:  Italia, Francia
Anno:  2005
Genere:  Documentario
Durata:  92'
Regia:  Marco Turco
Sito ufficiale:   

Cast:   
Produzione:  Doclab, Rai Tre, Artline Films, France 2
Distribuzione:  Fandango
Data di uscita:  10 Febbraio 2006 (cinema)

Che cosa potrebbe mai legare un regista tedesco come Wim Wenders ad un regista italiano, di chiara estrazione documentaristica, come Marco Turco, vi starete già chidendo dopo aver letto il mio sottotitolo.

Sembra una equazione impossibile, un calcolo improbabile eppure.

Eppure esiste un nesso, a mio modesto modo di vedere.

Se è vero che Wenders utilizzò Peter Falk come attore di uno dei suoi esistenti nel film "Il cielo sopra Berlino", lo fece perché, nel suo personaggio più celebre, questo attore impersonava il tenente Colombo.

E che cosa muove all'azione il tenente Colombo?

Semplice. La ricerca della verità.

Dunque è questa l'intima essenza del cinema documentaristico.

Non già uno schieramento politico, non già un tornaconto ideologico, ma come l'esistente terreno di Wenders che diventa modello per gli angeli, la semplice e pura ricerca di un senso delle cose.

Eh già, perchè come ho già scritto in questo blog, gli accadimenti della storia potrebbero non averlo.

La storia non esiste.

Esistono fatti, eventi, omicidi, morti cruente, scomparse, battaglie, lotte intestine. Ma a chi sta comprendere il nesso tra tutte queste cose?

Chi da un senso, ed una prospettiva alla storia sono gli storici. Ma, ancora più degli storici, i documentaristi.

Ma perché?

Perchè esiste nella visione un potere divinatorio, rivelatorio estremo.

"Beati coloro che crederanno e non vedranno" diceva Gesù riconoscendo nell'atto del prendere visione un enorme facilitazione a quello della fede.

Perché credere, dopo aver visto, è questione assai più semplice.

Ed ecco perché sono portato a titolare il commento a questo film "Io, purtroppo, vedo".

Perché, vi assicuro, che vorrei tanto non aver visto il film di Marco Turco, classe 1960: "In un altro paese".

Vorrei tanto che non ci fossero registi come lui, che avvertono un'urgenza così impellente di documentazione di fatti che definire inquietanti è un eufemismo nella piena accezione del termine.

Vorrei tanto che non ci fossero stati in questo paese "Cadaveri eccellenti" come quelli documentati da Alexander Stille, il giornalista americano autore del libro omonimo che narra, attraverso le vicende di Giovanni Falcone e di Paolo Bosellino, 30 anni, e forse più, di storia della Mafia in Italia.

Vorrei tanto non avere compreso tutti i sordidi legami tra le associazioni di stampo mafioso in Italia e queste morti, la gestione della cosa pubblica in Sicilia, le finte azioni dei governi italiani per contrastare questi poteri che non so più, a questo punto, quanto definire occulti.

Vorrei tanto che il sacrificio estremo di due magistrati italiani non fosse vilipeso da scelte che limitano i poteri della magistratura. Che combattono su un piano fintamente ideologico uno dei poteri che assicura la democrazia nel nostro paese.

Vorrei tanto che non ci fossero pressioni sulle indagini, che non ci fossero distruzioni di modelli organizzativi della magistratura che aveva cercato di contrastare certi poteri.

Vorrei tanto, come ho appreso stasera a cena da un siciliano, che non ci fossero stati magistrati italiani costretti a ritirarsi nelle proprie abitazioni preceduti da tre macchine vuote, dal traffico bloccato nelle loro strade, e coperti anche da 12 uomini quando scendevano dalla loro auto.

Attentato a Borsellino

Non vorrei che un incarico di lavoro si trasformasse in una condanna a morte.

E vorrei tanto che lo stato italiano non avesse abbandonato e lasciato trucidare uomini così coraggiosi.

Vorrei tanto non avere visto il film frutto di una selezione accurata di materiali che ogni italiano, indipendetnetemnte dai suoi credo politici, dovrebbe vedere.

Vorrei tanto non avere dovuto ascoltare nell'unica sala di Roma dove il film è ora proiettato, un magistrato piangere raccontando le pressioni che ha subito, in questi ultimi anni, nell'organizzare un processo collettivo che riguardava solo 33 imputati.

Non vorrei avere capito, come ho capito, che le morti di Falcone e Borsellino non sono bastate a fare di loro, come in qualunque altro paese, due illustri dirigenti del sistema della nostra magistratura.

E non vorrei avere capito che il maxi processo di Palermo, che resterà alla storia come uno dei più duri colpi che lo Stato è riuscito ad infierire alla Mafia in Italia, attraverso l'impegno di un manipolo di magistrati coraggiosi, fino al punto di offrire lucidamente la loro vita, sia stato distrutto come esempio etico e morale, fino al punto di chiedersi se tutto quello che fu il costrutto della loro vita sia effettivamente valso la pena, in un paese che sta distruggendo la loro lezione, le loro indicazioni giuridiche, per riabilitare invece, ancora una volta, un sistema colluso.

E vorrei tanto non avere visto il volto samrrito di Antonio Caponnetto dire sulla raccapricciante scena dell'attentato a Paolo Bosellino:

"E' finito tutto, tutto".

Ma io, purtroppo, invece, ho visto.

E non posso, pertanto, non documentare, a mia volta, la rilevanza di quest'opera, frutto di più di 7 mesi di montaggio di una base di materiale girato, composto da più di 80 ore d'interviste ai magistrati del maxi processo di Palermo, e da più di 100 ore di archivio RAI.

Toto' Riina

Come non comprendere peraltro, citando questi dati, quanto, più che in ogni altro genere di film, il montaggio sia sinonimo di cinema documentaristico?

Il cinema documentaristico è stato da sempre la più alta espressione, in questo paese, del senso più nobile dell'impegno sociale e civico. Come non andare con il pensiero a "Le mani sulla città" di Francesco Rosi ed a "I cento passi" di Marco Tullio Giordana?

Il cinema documentaritstico, come forse ci direbbe André Bazìn, restituisce agli italiani il senso e la portata storica e politica, dell'impegno che questi uomini trasferirno in una visione dello stato onesto e pulito, formato da tutti i siciliani e gli italiani che non ci stanno.

Il cielo sopra Palermo è abitato dalle anime di Giovanni e di Paolo che personalmente non riesco a non considerare alla stregua dei martiri ed al tempo stesso dei salvatori.

Il film è in uscita nelle seguenti città:

Milano, Firenze, Bologna, Torino, Palermo, Perugia, Siena.

Andatelo a vedere e fatevi una vostra opinione.

Io vi posso solo segnalare, a concluisione di questo post, il fatto che il 24 febbraio alle ore 19,30 nella:

LIBRERIA DEL CINEMA di Roma in Via Dei Fienaroli 31d (00153)- +39 065817724 (tel), +39 065817724 (fax) - info@libreriadelcinema.roma.it,

ci sarà la presentazione del libro di Alexander Stille: "Cadaveri eccellenti" al quale il film si è ispirato, ed alla quale sarà presente il regista di "In un altro paese" Marco Turco.

Chi può venga. Potrà essere una occasione per conoscersi.

Il film è stato premiato al festival dei Popoli di Firenze come migliore documentario. Presto sarà disponibile in DVD con aoltre 2 ore d'inserti speciali.

Che altro aggiungere, la pellicola è andata in onda in TV su Canal Deux in Francia ed in Germania. In Italia credo potrà passare in RAI, solo al termine della campagna elettorale.

A Roma è possibile vederla solo al cinema Politecnico Fandango nel quale la pellicola è in programmazione da venerdì 10 febbraio. Io ho conosciuto Marco Turco e gli ho stretto la mano. Ed è da lui personalmente che ho avuto la notizia delle città in cui uscirà la sua opera.

La nostra ammirazione non può, inoltre, non andare a fotografi come Letizia Battaglia che con rigore ed etica raramente riscontrabili (Letizia si rifiutò di scattare la scena della strage di Bosellino e la sua scorta), hanno, da sempre, documentato le morti e le verità dei delitti mafiosi. La sua è una delle testimonianze più toccanti del film, perché Letizia è una sorta di Virgilio nell'inferno della Mafia, e la sua evocazione dell'odore del sangue, che sollecita alla mia memoria, per tutte altre ragioni, la figura di Goffredo Parise, credo che mi lascerà inquieto per molti giorni ancora.

Potete ascoltare, come sottofondo al post, dalla mia radio blog, "Povera Patria" di Franco Battiato e "Blowing in the wind" di Bob Dylan, per filtrare, anche sonoramente, la lettura in due atmosfere, una siciliana ed una americana, che mi sembrano, anche per questo, entrambe molto pertinenti all'opera.

Qui un piccolo trailer del film.

"Un vigliacco" diceva Giovanni Falcone, "muore più volte al giorno, un coraggioso solo una volta nella vita".

lo ha proiettato nel buio: Nonostantetutto aka Roberto Bernabo'
Permalink ¦ commenti (29)
Commenti
#1   15 Febbraio 2006 - 12:22
 
complimenti per la lucidità
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#2   15 Febbraio 2006 - 12:35
 
@Padmini grazie.

Un saluto ed un benevneuto qui.

Rob.
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#3   15 Febbraio 2006 - 12:59
 
Mò leggo. Scusa se i miei primi commenti sono sempre così insulsi, ma voglio farti sapere che passo, guardo, stampo e mi accingo alla lettura.

Bah, sono un infestatore di blog.

A presto!

YOURS

MAURO
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#4   15 Febbraio 2006 - 13:01
 
@minstrel Niente affatto sei il mio lettore più fedele, e ti ringrazio per questo.

Un saluto.

Rob.
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#5   15 Febbraio 2006 - 13:02
 
Ovviamente a Genova no, eh?
:-*
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#6   15 Febbraio 2006 - 13:42
 
@Miti, non per il momento ;-)

Rob.
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#7   15 Febbraio 2006 - 17:17
 
Letto dunque! Meraviglioso, soprattutto perchè è chiaro come il sole che questo post è figlio di una emorme spinta emotiva, più che da una tua solita lucida analisi.
Ed è proprio questa caratteristica che mi fa concludere che il documentario è pressochè perfetto: perchè colpisce la sfera dei sentimenti nonostante la razionalità del narrato.

Insomma, da vedere, da avere, da tenere come testimonianza.

Grazie!

YOURS

MAURO
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#8   15 Febbraio 2006 - 17:50
 
@minstrel ... è proprio così ho cercato di fare vibrare altre corde in questo post, sei proprio un mio attento lettore ;-))

Grazie.

Rob.
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#9   15 Febbraio 2006 - 21:21
 
bellissimo quello che hai "sentito"
perfetto quello che hai scritto.
lucido e commovente.
grazie

stancadiguerra
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#10   15 Febbraio 2006 - 21:51
 
@stancadiguerra o @lunaspina27 ,.. grazie a te, f.

Rob.
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#11   15 Febbraio 2006 - 23:25
 
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Grazie Roberto

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