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Piano 17 dei Manetti Bros
Il tempo sta per scadere

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Piano 17
| Titolo originale: | Piano 17 |
| Nazione: | Italia |
| Anno: | 2005 |
| Genere: | Thriller |
| Durata: | |
| Regia: | Marco Manetti, Antonio Manetti |
| Sito ufficiale: | www.piano17.com |
| Cast: | Giampaolo Morelli, Elisabetta Rocchetti, Enrico Silvestrin, Antonio Iuorio, Massimo Ghini, Giuseppe Soleri, Valerio Mastandrea |
| Produzione: | Gamp Produzioni |
| Distribuzione: | Moviemax |
| Data di uscita: | 03 Marzo 2006 (cinema) |

E' proprio vero.
I Manetti Bros sono degli autori raffinati di un genere che in Italia sta conoscendo una nuova stagione.
Io non sono un grande estimatore del thriller made in Italy, in genere preferisco altre nazioni.
Però va riconosciuto che lo stile dei Manetti Bros recupera un linguaggio, e non solo cinematografico, che rende il prodotto squisitamente italiano.
So che arrivo con molto ritardo a parlare di questo film e quindi non mi dilungherò con le mie solite analisi di eventi ed esistenti.
Mi limiterò a dire che uno degli elementi di raffinatezza dello screenplay è riuscire, con inserti in flashback, a dilatare un tempo infinitamente ristretto per poter esplicare e raccontare una storia.
Un pressing agito in tempo reale
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Il primo dei due elementi che considero notevoli è quello di utilizzare un tempo credo reale nello svolgersi della trama e nelle riprese.
C'è questo accorgimento (il fatto che lo spettatore prima e gli esistenti dopo, siano messi a conoscenza che una bomba sta per esplodere dentro un ascensore fermo al piano 17 di un palazzo di uffici), che imprime un pressing alla storia di non facile soluzione narrativa, e che, invece, i Manetti Bros risolvono, oserei dire, in maniera perfetta.
Il racconto è netto, pulito, senza fronzoli, e soprattutto chiaro.
Un sapiente incastro delle anacronie diegetiche



Il secondo elemento di pregio, come ho già detto, agito nella struttura narrativa, è il sapiente utilizzo delle anacronie diegetiche in flashback, che riescono perfettamente a svolgere la loro funzione completiva, restituendo tutto lo spessore drammaturgico degli esistenti, delle loro vite, dei loro veri obiettivi, delle loro storie all'interno della storia.
Tutto realizzato, anche qui, con una godevolissima maestria e padronanza della tecnica narrativa.
Le riprese in digitale
Infine le riprese.



Ho trovato particolarmente di pregio anche l'utilizzo del digitale. L'esperienza di vidoeclipper dei Manetti aggiunge valore e competenza alle scelte formali secondo me.
Come nel gusto di certi zoom di dettaglio. Di certi campi, di certe scelte nelle inquadrature. Di un sapiente utilizzo della fotografia che crea un suggestivo ambiente visivo noir di sottofondo.
Ecco mi sto convincendo, inoltre, che alcune regole formali del 35mm possano e forse debbano essere ribaltate nel digitale.
Credo che restituire l'impression allo spettatore dell'utilizzo, ad esempio, di uno zoom digitale e non ottico, sia un elemento che arricchisca il racconto formale, perché ne diventa come uno degli elementi fondanti, distintivi ed al tempo stesso surmoderni.
Insomma io ho adorato questo film, ed anche le eccellenti capacità recitative di tutti gli attori.
Le solite domande su cinema italiano e sua distribuzione
La domanda finale è sempre la stessa.
Perché così poco nelle sale?
Perhé il cinema italiano non ha il coraggio di puntare su se stesso?
Perché non sostenere autori così innovativi, originali, competenti, raffinati e talentuosi come i Manetti Bros?
Io comincio ad essere veramente stufo di dovere recuperare chicche del genere solo in formato DVD, perché il nostro sistema, soprattutto distributivo, non ha le palle per sostenerlo nelle sale.
Godetevi il brevissimo trailer che ho trovato su You Tube e buona domenica.
Ah quasi me ne dimenticavo.

Francesco Nuti è uscito dal coma. Dopo le morti di Robert Altman e Philippe Noiret mi sembra una buona notizia non vi pare? In bocca al lupo Francesco, riprenditi e, appena puoi, guardati anche tu Piano 17.